itinerarium
“La montagna ci offre la cornice...tocca a noi inventare la storia che va con essa!” | Nicolas Helmbacher
15/08/2021

Oggi vi portiamo a fare un percorso diverso dal solito! Vi portiamo sempre sulle montagne…ma attraverso un modo nuovo...seguici!

Da sempre il racconto del territorio passa attraverso la sua rappresentazione grafica, la storia riporta innumerevoli esempi più o meno lontani nel tempo: come le carte geografiche dell’antico Egitto, la cartografia greca e romana e tutte le testimonianze di coloro che intraprendevano Le Grand Tour, illustrando i paesaggi e le architetture dell’Italia Settecentesca.

Il disegno è quindi uno strumento di conoscenza e di racconto. Ma non solo, il disegno è anche l’espressione di qualcosa di più profondo, emotivo e personale: un mix tra la rappresentazione del luogo, l’espressione di se stessi e il racconto di una storia.

 

Dietro la realizzazione di un’illustrazione c’è un grande lavoro di sintesi, che non significa trasmettere un messaggio sintetico, anzi, l’illustrazione è in grado di sintetizzare in un’immagine un insieme di concetti e di storie. Non ha la minuzia di particolari di una fotografia, ma li lascia immaginare, li lascia ricordare e soprattutto spinge a sognare

Il disegno quindi induce a pensieri nuovi, è una magia che alimenta l’immaginazione e fa riflettere chi lo realizza e chi lo osserva. È questo il motivo che ci ha spinti a dare seguito a quella serie di disegni nati un po’ per curiosità e un po’ per gioco in questi ultimi mesi.

Scattare una foto e condividerla è diventato un gesto quotidiano e immediato. Siamo così tanto bombardati da immagini fotorealistiche che ormai non dedichiamo che pochi secondi ad osservarle. Uno sguardo superficiale che non è più interessato a guardare i veri particolari che si celano in uno scatto. A noi invece piace l’idea di riscoprire la lentezza dello sguardo che percorre i tratti di una montagna diversa, di una montagna illustrata, alleggerita da quei dettagli fotorealistici che sarà poi la nostra mente a ricostruire con i ricordi e con l’immaginazione...aspettando il momento in cui, passo dopo passo, si tornano a vivere quei luoghi, creando altri ricordi da richiamare alla mente una volta a casa riguardando l’illustrazione.

Indiscutibilmente l’anima del luogo la si trova solo raggiungendolo, quello che però si può fare è portare nella nostra quotidianità un’illustrazione capace di farci ricordare gli attimi vissuti lassù…o ancora meglio quelli che sogniamo di vivere!

 

Lavoriamo a questa idea da quasi un anno, è stato un processo lungo durante il quale abbiamo imparato molte cose, arricchendoci di informazioni e conoscenze: abbiamo imparato che affinché un disegno diventi una vera a propria illustrazione è necessario un processo di stampa! Ma non una stampa qualsiasi! Una stampa capace di mettere in risalto le particolarità dell’immagine digitale, in grado di durare nel tempo tanto da diventare parte della nostra storia e soprattutto in grado di donare al disegno, coerentemente con il nostro lavoro, la qualità necessaria per raccontare al meglio il mondo che abbiamo illustrato.

Tutto questo è possibile solo con una stampa Fine Art. Si tratta di una tecnologia di stampa che permette straordinari livelli di risoluzione e un’eccellente qualità cromatica, mantenendo queste stesse caratteristiche intatte nel tempo (per un minimo di 90 anni!). 

È così che, grazie all’incontro con , si concretizza questa nostra idea!

Un laboratorio fisico, con sede nell’Alto Piemonte, gestito con grande professionalità dal fotografo Edo Bertona. Un laboratorio autorizzato Digigraphie® per la Stampa Fine Art in grado di rispettare i requisiti di conservazione Museale e gli standard ISO 9706, inoltre è uno tra i 10 laboratori in Italia con certificazione internazionale Hahnemuhle.

È proprio in questo laboratorio certificato, dove la carta di cotone di alta qualità Cotton Smooth Bright 300gsm incontra gli inchiostri Epson Ultra Chrome HDR, che hanno preso forma le nostre illustrazioni!

DEVI SOLO SCEGLIERE IN QUALE LUOGO VUOI VOLARE CON LA MENTE...CONTATTACI PER INFORMAZIONI!

 

 

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storia
Dimmi che pane mangi e ti dirò chi sei!
29/07/2021

Questa storia inizia a Trontano: qui c’è un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, dove tutto ricorda la vita del passato, quando tutti lavoravano in sinergia per il sostentamento della comunità.

Questo luogo, ben visibile dalla ferrovia vigezzina-centovallina, è chiamato “i mulìt”:

Qui si trovano 6 mulini realizzati in pietra e disposti in serie, alimentati dalla forza del Rio Graglia.

Questi mulini, dal 1600 circa fino ai primi decenni del 900, hanno macinato cereali ed in particolare la segale (sèila).

La segale veniva coltivata da ogni famiglia, dalla semina alla vagliatura. Il grano raccolto veniva poi fatto macinare al mulino. Con la farina di segale si preparava il pane da cuocere nei forni del paese.

Ogni famiglia preparava l’impasto del pane con circa 40kg di farina di segale. Le famiglie più ricche potevano permettersi di aggiungere 5kg di farina bianca (che non era di produzione locale ma andava acquistata).

Dopo la guerra i mulini vennero abbandonati ed ebbe inizio il loro decadimento. Ma ancora oggi gli abitanti di Trontano ricordano il sapore del loro pane… e tutto quello che rappresentava!

 

“Quanta nostalgia del sapore del pane nero di allora! Anche secco si scioglieva in bocca. Oggi in paese la coltivazione della segale è quali scomparsa. Quella che si compra non sappiamo da dove viene e come è stata lavorata. È triste vedere la campagna abbandonata, la gente dovrebbe capire che la vita dipende dalla terra e che se non la rispettiamo non abbiamo futuro.

Vorrei che qualche giovane continuasse la tradizione del nostro pane: ma deve essere chiaro che non ci si improvvisa, occorrono interesse, passione, buona volontà ma anche tempo. Ed è forse, purtroppo, proprio il tempo che manca alle nuove generazioni.”

Testimonianza di Angela Conti ne “Gruppo Folk Tradizioni. Trontano. 1975-2015”

 

Grazie al progetto “Il ciclo della segale” avviato da un gruppo di volontari, i mulini del rio Graglia sono tornati a funzionare!

 

Il restauro dei mulini di Trontano ed il ripristino delle antiche tradizioni locali sono due tra i moltissimi esempi che abbiamo incontrato durante il nostro cammino. Incontrare persone appassionate e leggere sui libri le testimonianze di quanti hanno lavorato nel passato ci ha portati ad una riflessione che condividiamo con voi!

I nostri nonni hanno sempre ricordato il loro passato con grande nostalgia, nonostante siano cresciuti senza comfort. Comfort che noi oggi riteniamo invece “dotazione di base”, come ad esempio la corrente elettrica e l’acqua calda!

Hanno affrontato una vita di fatiche…fatiche vere, fatiche fisiche e allora come mai ricordano quei momenti come “momenti felici”?

Riusciamo ad afferrarne il motivo solo percependo l’atmosfera di una vita che, forse proprio a seguito delle grandi fatiche fisiche, era improntata su un senso di solidarietà, aiuto reciproco e senso di appartenenza; oltre ad un grande amore e profondo rispetto verso la terra che di fatto rappresentava la loro intera vita.

Possono sembrare frasi banali, già dette e ridette, ma crediamo sia importante che tutti, specialmente i più giovani, possano comprendere quel mondo, del quale oggi restano, purtroppo, sempre meno testimonianze.

Quel mondo rappresenta il nostro passato, il passato di tutti, e merita il nostro impegno.

 

Le tradizioni appartengono ai luoghi e ne raccontano l’anima.

 

È chi vive questi territori che ha il dovere di tramandarle e rispettarle, dedicando ognuno un po’ del proprio tempo a mantenere vive quelle sensazioni che non possono essere scritte, sono intangibili, appartengono a quella cultura immateriale che deve essere vissuta per essere compresa.

 

Queste storie, che a qualcuno potranno sembrare banali e forse anche noiose, a noi invece emozionano sempre moltissimo! Riteniamo che queste piccole grandi azioni, promosse da chi generosamente presta il proprio tempo alla comunità, diano valore al nostro territorio.

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eventi
9 amanti del territorio INSIEME PER IL MOTTARONE
13/07/2021

Domenica 11 luglio si è compiuta la salita dalla Stazione di Stresa al Mottarone per celebrare la vita e la bellezza della vetta più panoramica del VCO!

Dopo la disgrazia della funivia le attività presenti in vetta hanno visto un drastico calo di presenze, sia per la mancanza di un mezzo di collegamento tra Stresa e il Mottarone sia perché si è ingiustamente attribuito un’immagine negativa a questa montagna. Il Mottarone però, nel pieno riguardo di quanto accaduto e del dolore che lo ha attraversato, non può essere solo “ricordato” per il drammatico evento, ma deve tornare ad essere vissuto, con il massimo rispetto, per ciò che è e rappresenta: una montagna con una grande storia e un panorama mozzafiato che ha, inoltre, la particolarità di essere facilmente raggiunta.

Con questo intento i 9 appassionati, provenienti da entrambe le sponde del Lago, si sono riuniti dando vita ad un’importante iniziativa che ha avuto grande eco sulle testate giornalistiche locali e sui social media.

I 9 appassionati sono: ITINERARIUM insieme a Come ho fatto a non pensarci, Esplora il lago Maggiore, Lago Maggiore blog, lo stambecco del Lago Maggiore, Onda Magra, Storie d’asporto, Tracciaminima e Visita Ossola e Lago Maggiore.

Con l’intento di mostrare che Stresa è ancora strettamente connessa al “suo” Mottarone si è scelto di intraprendere la salita partendo dal luogo più facilmente accessibile della cittadina: la stazione ferroviaria. È direttamente collegata alla Stazione di Milano e a quella di Domodossola, offre la possibilità di portare al seguito la bicicletta e ha inoltre un ampio parcheggio.

 

Partenza: Stazione ferroviaria di Stresa (220 mt slm)

Arrivo: vetta del Mottarone (1491mt slm)

 

I 1300 metri di dislivello sono stati percorsi in bici, a piedi… e anche in macchina, per dimostrare tutti insieme che sulla vetta del Mottarone ci si può salire proprio in tutti i modi e da diverse località!

 

L’evento si è posto in continuità con quanto proposto dall’amministrazione di Stresa attraverso la campagna “I love Mottarone”.

Potete tutti essere parte di questa iniziativa!!! È sufficiente scegliere un mezzo (a piedi, in bici, in moto, in auto), scegliere il percorso e raggiungere la vetta dove numerose realtà sono pronte ad accogliervi per sfamarvi, dissetarvi e… divertirvi!!!

Parte fondamentale della campagna è poi la CONDIVISIONE, per questo motivo sono state appositamente realizzate delle per le storie di INSTAGRAM. Chi lo vorrà potrà raccontare la sua esperienza sulla vetta del Mottarone incorniciando i propri scatti con la GIF “mottarone” (che si trova nella sezione “GIF” di Instagram).

 

Per noi questa giornata è stata davvero ricca di emozioni! Abbiamo collaborato ad un’iniziativa nella quale abbiamo creduto molto e abbiamo avuto la possibilità di incontrare per la prima volta persone meravigliose che conoscevamo solo “on-line” con le quali abbiamo condiviso gli intenti di questo evento, costituendo un grandioso ed eterogeneo gruppo. Ci auguriamo di ritrovarci presto per realizzare ancora tantissimi eventi, per camminare insieme… e condividere un buon pic-nic!!!

 

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cammini
Alla scoperta della Via degli Dei attraverso il racconto di Maji Vitale
21/06/2021

Ciao Escursionisti!

Vi piacciono i cammini? 

Oggi andiamo alla scoperta della Via degli Dei: un itinerario storico che collega Bologna a Firenze.

5 TAPPE per 130km immersi nella natura dell’appennino Tosco-Emiliano che ripercorreremo attraverso l’esperienza del fotografo Maji Vitale.

 

Maji, 26 anni, è un fotografo naturalista, vive tra il Lago d’Orta e il Lago Maggiore e lavora in tutto il mondo: il suo “ufficio” non ha confini! Tra camminate, viaggi e notti in tenda ha già raccolto migliaia di scatti!

 

 

I: Ciao Maji, prima di tutto ti chiediamo una curiosità: come mai hai scelto di intraprendere il cammino lungo la Via degli Dei?

Maji: Ho scelto la Via degli Dei per iniziare a viaggiare in un modo diverso da quello a cui ero abituato: grandi spostamenti, luoghi conosciuti e magari super fotografati; volevo sperimentare sul mio corpo e sulla mia mente un nuovo modo di vivere il viaggio e di documentarlo con le mie immagini ovviamente. 

Direi che è stato un ottimo esperimento. 

 

I: Prima della Via degli Dei avevi fatto altri cammini simili?

Maji: Nessuno! È stata la prima volta che ho affrontato una camminata così lunga e distribuita su più giorni, ed è stata davvero una bellissima esperienza!

 

I: Com’è stata la tua preparazione per questo percorso?

Maji: Penso di essere stato maniacale! Ogni giorno preparavamo le tracce, i sentieri e lo zaino con viveri, kit medico, sacco a pelo… e un po’ di preparazione mentale, di motivazione. Poi durante il cammino c’è tanto tempo per “parlare con se stessi”, trovare la motivazione e immaginarsi il prossimo chilometro e quello dopo ancora.

 

I: Dopo tutta la preparazione, quali imprevisti hai avuto? E quali sorprese positive?

Maji: Un piccolo scivolone mi è costato una bacchetta rotta, ma il sacrificio ha salvato la macchina fotografica!

Le sorprese positive invece sono state innumerevoli.

Si incontrano camminatori “seriali” ed occasionali con i quali abbiamo scambiato parole e condiviso storie.

Abbiamo camminato un giorno sotto alla pioggia, ma questo ci ha permesso di apprezzare ancora di più il bel tempo del giorno dopo. Abbiamo faticato un bel po’ in salita ma abbiamo visto dall’alto alcuni paesaggi davvero spettacolari!

 

I: Cosa hai portato a casa da questa esperienza?

Maji: Migliaia di foto! Ma questo è solo un pezzettino del bottino. Ho scoperto che camminare mi piace! L’emozione che questi 130 km hanno regalato è stata davvero indescrivibile!

 

I: Pensi di ripercorrere la Via degli Dei in futuro?

Maji: Posso dire che è stata davvero un’esperienza fantastica e, nonostante il dolore ai piedi e alle spalle l’avrei rifatta già il giorno dopo!

Però ora vorrei guardare più in là e fissare qualche nuovo obiettivo!

 

©Le foto di questo articolo sono di

 

Scopri il cammino di Maji attraverso i suoi video:

 

 

 

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itinerarium
Mettiamo i puntini sulle "i"... di ITINERARIUM
21/06/2021

Buongiorno amici,

oggi niente itinerari, oggi sentiamo la necessità di condividere con voi quanto ci è accaduto. 


Abbiamo ricevuto dei messaggi da alcuni maliziosi* che hanno messo in dubbio il nostro intento, che hanno dato un giudizio su un intento che non ci appartiene, nonostante abbiamo più volte raccontato quale sia il nostro scopo, in modo trasparente e senza mai far credere qualcosa di diverso da quello che siamo.


Ne siamo profondamente amareggiati.

Per questo ci sentiamo di aprirci a voi e fare di persona alcune precisazioni,

per tornare poi serenamente a lasciare spazio a quello che più ci piace...


[*malizia = cattiveria, malignità, intenzione disonesta.]

 

Oggi, grazie ai tantissimi messaggi che ci mandate, possiamo dire con certezza che chi ci conosce e ci segue ha ben compreso il nostro intento e questo ci emoziona ogni volta

Per chi invece ancora avesse dubbi, o peggio, per chi dovesse mettere in dubbio la trasparenza dei nostri intenti o distorcerli, abbiamo pensato che è giunto il momento di “mettere i puntini sulle i!”

ITINERARIUM non è un ente o un'associazione e non lo è per una precisa scelta! Nonostante quella piccola ®!!! Che significa semplicemente: "marchio registrato". Ogni privato ha infatti la facoltà di registrare un marchio da lui creato. Noi abbiamo scelto di registrare ITINERARIUM® per tutelarne l’idea e i contenuti grafici, necessità nata dopo aver visto le nostre parole, la nostra grafica e i nostri contenuti, creati con tanto lavoro, utilizzati più volte, da altri, senza mai essere citati come autori… e noi teniamo moltissimo al diritto d’autore, perchè ne comprendiamo appieno il valore!

ITINERARIUM è: “Fra e Alan in un dei loro momenti migliori: la condivisione di una passione!” niente di più, niente di meno. Terremo sempre fede allo spirito che ci accompagna fin dall’inizio di quest'avventura, continueremo a scoprire, leggere, condividere, divertirci... e disegnare! 

Ogni tanto qualcuno che non ci segue e magari ci conosce meno, ci chiede se organizziamo delle escursioni. La risposta è NO. Non organizziamo, non accompagniamo e non guidiamo! E anche questo per una nostra precisa scelta!

ITINERARIUM non si pone e non si porrà mai nella condizione di mettersi a "capo" o a "guida" di altre persone, quando camminiamo con altri appassionati come noi lo facciamo fianco a fianco in modo che lo scambio sia reciproco! Uno scambio amichevole, di esperienze e di pensieri… questa è l’unica cosa che ci arricchisce!

La condivisione di un'escursione è un meraviglioso ricordo indelebile, un'avventura vissuta in compagnia di vecchi e nuovi amici. Insieme si affronta la fatica, insieme si superano gli ostacoli, insieme si condivide la gioia per aver raggiunto la meta e insieme si guarda in silenzio la bellezza della natura, ci si aspetta (chi si ferma per guardare il panorama e chi per tirare il fiato!) e quando, per gioco, si scatta una foto si crea, tutti insieme con le facce sorridenti, l'immagine di un momento che si ricorderà per sempre.

La sensazione che ci piace di più in assoluto è senza dubbio la grande libertà che l'aria aperta regala. La libertà di muoversi sul territorio senza barriere e senza confini... perché i sentieri sono di tutti!!! E questa cosa è bellissima e potentissima! Ognuno di noi è infatti potenzialmente libero di muoversi nella natura e arrivare dove vuole! Però, attenzione, i sentieri sono di tutti ma non PER tutti!!! Questo significa che ognuno di noi è tenuto a valutare la sua esperienza, la sua forma fisica e la sua attrezzatura prima di intraprendere un'escursione e se durante il percorso trova un ostacolo che non è certo di poter superare DEVE SCEGLIERE DI TORNARE INDIETRO!!!

Parallelamente alla nostra personale scoperta del territorio c'è il grande intento di ITINERARIUM: LA CONDIVISIONE! Raccontiamo le bellezze che abbiamo incontrato e la loro storia in modo che possano essere conosciute da altre persone che, se lo ritengono possibile per le loro capacità, possono andare di persona a vederle e a loro volta condividerle! È per questo motivo che mettiamo liberamente a disposizione le informazioni che raccogliamo durante le nostre escursioni.

Attenzione: quello che è facile per una persona per un'altra non lo è, per questo sul nostro sito non troverete indicata la difficoltà del percorso, ma cerchiamo di dare invece tutte le indicazioni OGGETTIVE. Quando sui social parliamo di “difficoltà” lo facciamo sempre e solo riferendoci alla NOSTRA PERSONALE ESPERIENZA, non offrendo certo una professionale valutazione del percorso, ma esprimendo esclusivamente le nostre sensazioni, che ricordiamo essere le sensazioni di due privati. Non siamo responsabili di chi, per superficialità o peggio malizia, dovesse ritenere “professionali” le nostre parole e vi assicuriamo inoltre che non ne siamo nemmeno lusingati, anzi, significa solo che il nostro intento non è stato compreso e non possiamo che dispiacercene.

Ci siamo chiesti tante volte se quello che stiamo facendo potrebbe avere conseguenze negative. Tolta la responsabilità verso gli altri che NON ABBIAMO (non siamo infatti responsabili dei percorsi, né tanto meno di chi sceglie di percorrerli) il dubbio era nei confronti del territorio: è un bene porre l'attenzione di ormai quasi 5500 persone su un determinato luogo? La nostra risposta è sì, sì perché non ci limitiamo a dire quanto è bello un certo panorama, ma ci impegniamo a raccontarne l'anima e la storia. E non dimentichiamoci che i luoghi che ITINERARIUM racconta non sono segreti, inediti o introvabili... come detto, sono di tutti e già a conoscenza di molti!

La cultura, il sapere e la consapevolezza di cosa sono e di cosa sono stati i nostri luoghi non possono che portare ad un profondo rispetto. Non si tratta di farsi la foto davanti a un paesaggio caratteristico o di aggiungere una vetta al proprio curriculum, si tratta di entrate in punta di piedi in un mondo che dobbiamo CONOSCERE per imparare a preservare, TUTTI QUANTI (professionisti e non)! Per questo dobbiamo raccontarci gli usi, le tradizioni, la cultura, le storie che hanno caratterizzato i luoghi che tanto ci piacciono e conoscerne la natura, per imparare a comportarci nel modo migliore e fare bene al nostro territorio.


A questo proposito aggiungiamo che ogni testo che accompagna un itinerario presente sul sito  è frutto di una nostra personale ricerca effettuata principalmente tramite l’eccellente Sistema Bibliotecario del VCO: leggiamo, confrontiamo, rielaboriamo, scriviamo il testo, lo traduciamo in inglese e lo facciamo tradurre in tedesco (lingua che metteremo online a breve!). 

Scoprire la storia e le vicende che hanno caratterizzato un luogo appena visitato è una delle emozioni più belle, permette infatti di conoscere profondamente quel luogo e legarlo per sempre alla nostra esperienza.

Il nostro consiglio è: siate curiosi!!! Approfondite tutto ciò che suscita il vostro interesse e ricordate che moltissime informazioni sono facilmente accessibili attraverso il Sistema Bibliotecario del VCO (che è gratuito!).


A presto su qualche sentiero...

Fra e Alan

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itinerarium
Alla scoperta... del blog!
08/06/2021

Ciao camminatori!
È nata una nuova sezione del sito: il blog!
Uno spazio dedicato ad approfondimenti, eventi e… tutto quello che verrà!
Una miscellanea di racconti, storie, incontri, divertimento e iniziative che, articolo dopo articolo, terranno traccia delle avventure di Itinerarium e non solo: questo spazio infatti è nato anche per accogliere i vostri racconti e le vostre esperienze!


Non ci stancheremo mai di dire che è dalla condivisione delle esperienze di ognuno di noi che ha inizio la promozione del nostro immenso territorio. Condividere significa “far conoscere”: mostrare ad un’altra persona le bellezze, la storia e le curiosità dell’immenso patrimonio che ci circondano raccontandole attraverso gli occhi di chi, con grande passione, attraversa questi luoghi!
Per questo invitiamo tutti voi a scriverci raccontandoci le vostre avventure!
 
Nell’attesa di incontrarci e percorrere lo stesso sentiero,
vi auguriamo buone camminate!!

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