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ATTENZIONE: il trekking non è una passeggiata! Se non sei in grado di superare un passaggio, torna indietro!
Alcuni degli itinerari qui raccontati si svolgono in parte lungo sentieri di montagna dove sono presenti tratti attrezzati con infissi (funi corrimano e brevi scale) e tratti esposti senza protezioni di sicurezza. Questi possono diventare un serio pericolo se non affrontati con la giusta attrezzatura, consapevolezza e forma fisica.
ITINERARIUM non ha alcuna responsabilità rispetto ai percorsi qui riportati, alla loro percorribilità, praticabilità e sicurezza. Chi percorre questi itinerari lo fa a proprio rischio e pericolo.

Passeggiata a Trontano e i mulini del rio Graglia (anello corto)

TRA LE STAZIONI DELLA VIGEZZINA CENTOVALLINA

Parco Nazionale Val Grande - Val D'Ossola

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icona lunghezza Lunghezza:
5.2 Km
icona tempo Nostro tempo:
1h45' a piedi
icona dislivello totale Ascesa totale:
170 mt
icona dislivello Quote min e max:
505 mt - 600 mt
icona percorso anello Tipo di percorso:
anello
icona superficie Fondo:
mulattiera-sentiero
icona panorama Panorama prevalente:
boschi - vigne - architettura storica
icona copertura Copertura telefonica:
ottima
icona inverno percorso in inverno:
icona bicicletta percorso in bici:
no

L’itinerario porta alla scoperta del comune di Trontano e della caratteristica frazione di Verigo, lungo un percorso accompagnato e attraversato dalla Ferrovia Vigezzina – Centovallina. Passando vicino alle stazioni di Trontano e Verigo.
A Trontano, sulla cima di uno sperone roccioso, si erge il campanile, visibile da ogni punto del capoluogo. Lì a fianco si trova la Casa-Museo della lana che reca sulla sua faccia la scritta “Vila d’la lana di feman d’la Valgranda”. Da qui è ben visibile il “castello” medievale di Trontano che spicca dal nucleo abitato.
Tra Trontano e Verigo, lungo il rio Graglia, si trovano sei mulini perfettamente conservati e occasionalmente visitabili. I mulini sono disposti in serie lungo il corso d’acqua e vennero utilizzati, fino al secondo dopoguerra, per la macinazione dei cereali. I mulini, come i forni e i lavatoi, rappresentavano un servizio essenziale per l’intera comunità, in quanto capaci di garantirne l’indipendenza economica.
Questi mulini macinavano principalmente la segale, un cereale resistente al freddo e quindi adatto ad essere coltivato in questi luoghi. A luglio avveniva la mietitura della segale col tipico falcetto detto “meula”, seguivano poi la trebbiatura e la vagliatura a mano o con ingegnose macchine appositamente costruite.
Con la farina ottenuta dai mulini si realizzava principalmente il pane, che ogni famiglia poi portava a cuocere al forno a legna comune. A Trontano le donne preparavano anche un dolce povero, aggiungendo all’impasto del pane le mele, le noci, lo zucchero ed il burro, questo alimento veniva chimato “credenzin”.


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