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ATTENZIONE: il trekking non è una passeggiata! Se non sei in grado di superare un passaggio, torna indietro!
Alcuni degli itinerari qui raccontati si svolgono in parte lungo sentieri di montagna dove sono presenti tratti attrezzati con infissi (funi corrimano e brevi scale) e tratti esposti senza protezioni di sicurezza. Questi possono diventare un serio pericolo se non affrontati con la giusta attrezzatura, consapevolezza e forma fisica.
ITINERARIUM non ha alcuna responsabilità rispetto ai percorsi qui riportati, alla loro percorribilità, praticabilità e sicurezza. Chi percorre questi itinerari lo fa a proprio rischio e pericolo.

Escursione al rifugio Zamboni Zappa

PECETTO - ALPE BURKY - GHIACCIAIO DEL BELVEDERE

Val D'Ossola - Valle Anzasca

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icona lunghezza Lunghezza:
7 Km
icona tempo Nostro tempo:
4h30' a piedi
icona dislivello totale Ascesa totale:
850 mt
icona dislivello Quote min e max:
1370 mt - 2070 mt
icona percorso andata e ritorno Tipo di percorso:
andata e ritorno
icona superficie Fondo:
jeeppabile - sentiero - pietraia
icona panorama Panorama prevalente:
montagne - ghiacciaio
icona copertura Copertura telefonica:
parziale
icona inverno percorso in inverno:
no
icona bicicletta percorso in bici:
no

Nel 1884 un gruppo di milanesi appassionati di passeggiate in montagna si riunisce formando la Società Escursionisti Milanesi, detti “Gamba bona”, con lo scopo di rendere popolare l’escursionismo. Nel 1919 avevano già costruito due rifugi e grazie al lascito di Rodolfo Zamboni costruirono la terza capanna nel 1924: il rifugio Zamboni sull’alpe Pedriola, ai piedi del Monte Rosa. Negli anni ci si rese conto che era necessario ampliare il rifugio per venire incontro alla crescente affluenza di escursionisti, per questo nel 1953 venne costruito in adiacenza alla precedente costruzione un nuovo edificio, intitolato al socio Mario Zappa, da qui il doppio nome del rifugio: Zamboni-Zappa.

La salita verso il rifugio ha inizio da Pecetto, lungo la jeeppabile fino all’alpe Burki dove inizia il sentiero che porta ed attraversa il ghiacciaio del Belvedere, un ghiacciaio alpino in avanzata dal 2001. I sovrastanti ghiacciai del Monte Rosa alimentano il Belvedere dando luogo al fenomeno di piena glaciale che fa scivolare verso valle la massa del ghiacciaio.

Al rientro è possibile utilizzare la seggiovia del Belvedere per scendere a Pedretto.


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