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ATTENZIONE: il trekking non è una passeggiata! Se non sei in grado di superare un passaggio, torna indietro!
Alcuni degli itinerari qui raccontati si svolgono in parte lungo sentieri di montagna dove sono presenti tratti attrezzati con infissi (funi corrimano e brevi scale) e tratti esposti senza protezioni di sicurezza. Questi possono diventare un serio pericolo se non affrontati con la giusta attrezzatura, consapevolezza e forma fisica.
ITINERARIUM non ha alcuna responsabilità rispetto ai percorsi qui riportati, alla loro percorribilità, praticabilità e sicurezza. Chi percorre questi itinerari lo fa a proprio rischio e pericolo.

Passeggiata a Sass Malò e Pieve di San Martino

NEI BOSCHI DI CASTAGNO ALLA SCOPERTA DI RITROVAMENTI ANTICHI

Vergante

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icona lunghezza Lunghezza:
11.5 Km
icona tempo Nostro tempo:
3h30' a piedi
1h30' in bici
icona dislivello totale Ascesa totale:
120 mt
icona dislivello Quote min e max:
330 mt - 390 mt
icona percorso anello Tipo di percorso:
anello
icona superficie Fondo:
jeeppabile - sentiero- asfalto
icona panorama Panorama prevalente:
boschi - sasso erratico - chiesa antica
icona copertura Copertura telefonica:
ottima
icona inverno percorso in inverno:
icona bicicletta percorso in bici:

L’itinerario si snoda lungo i sentieri battuti nei boschi del Comune di Gattico - Veruno.
Dopo un breve tratto su strada asfalta, poco trafficata, si arriva all’Oratorio di Sant’Andrea, ubicato nei pressi di quella che fu la fortificazione “castellaccio”. Non è visitabile, in quanto annesso ad un’abitazione privata, ma è rimasto intatto l’abside in pietra, ben visibile dal sentiero che porta al bosco.
Il percorso prosegue, sempre immerso nei boschi, verso la Pieve di San Martino, un’affascinante rovina di una chiesa plebana. La chiesa venne abbandonata in seguito ai danni subiti, forse a causa di un incendio. Parte delle sue pietre vennero utilizzate nel 1630 per la costruzione del campanile della Chiesa di San Cosma e Damiano.
Di fronte alla Pieve si trova un'area attrezzata con tavoli.
L’itinerario prevede poi l’attraversamento della strada provinciale per prendere il sentiero nel bosco che porta al Sass Malò, un imponente masso erratico. Si tratta di un luogo suggestivo, una tangibile testimonianza dei processi naturali che hanno caratterizzato questi luoghi. Questi grandi blocchi di roccia, chiamati anche massi delle streghe, venivano trasportati a fondovalle dai ghiacciai che ritirandosi lasciavano questi enormi detriti a ridosso di tutto l’arco alpino.
La leggenda narra che sotto a quel “Sasso Maledetto” si trovi il covo della “mangia matài” (la strega mangia bambini).


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